Ricerca
Osservatorio sulla legislazione penale e della sicurezza
L’Osservatorio lavora a un database, in continuo aggiornamento, utile a conoscere i numeri, le tipologie, i contenuti e, in senso più ampio, la portata degli atti legislativi di stampo punitivo approvati dal legislatore italiano; si propone, inoltre, di redigere annualmente un resoconto sull'evoluzione della normativa penale e della sicurezza in Italia.
DETTAGLIOL'uso della forza e i suoi limiti in ambito penitenziario
La ricerca, finanziata su fondi PSR dall'Università di Milano, intende approfondire la problematicità dell’uso della forza in ambito penitenziario attraverso l'ascolto delle esperienze e dei vissuti di operatori e operatrici
DETTAGLIOLe determinanti delle politiche di sicurezza urbana
Il progetto mira a individuare le ragioni dell'affermazione negli ultimi trent'anni di politiche di sicurezza sempre più punitive. In particolare vengono sottoposti a verifica empirica i modelli bottom-up (le politiche come risposta a una richiesta dei cittadini) e top-down (le politiche come strumento di élites per orientare l'opinione pubblica) per comprendere quale sia maggiormente esplicativo della realtà italiana
DETTAGLIOPolizie e giovani con background migratorio nel quartiere San Siro di Milano
Lo studio affronta la relazione tra giovani con background migratorio e polizie, attraverso una metodologia di ricerca mista nel quartiere di San Siro a Milano
DETTAGLIOUltime notizie
AUTORITARISMI IN DEMOCRAZIA
Casa della Cultura – Via Borgogna, 3, MilanoProfilazione razziale, controllo del territorio e politiche di esclusione urbana
Circolo Arci Scighera – Via Candiani 131, MilanoPresentazione del libro “Polemos: la guerra in Grecia”
Casa della Cultura – Via Borgogna, 3, MilanoIl reato di femminicidio nel codice penale italiano: cronaca di una controversia annunciata
Nell’articolo “Il reato di femminicidio nel codice penale italiano: cronaca di una controversia annunciata”, pubblicato in Diritto penale contemporaneo – rivista trimestrale, Emanuele Corn analizza criticamente il percorso che ha condotto all’introduzione del reato di femminicidio nel codice penale italiano, collocando il dibattito nazionale nel più ampio quadro comparato e soffermandosi sulle implicazioni teoriche e sistematiche della nuova fattispecie.
Un bilancio sull’approccio siriano alla giustizia di transizione
L’articolo analizza la transizione post-conflitto in Siria dopo la presa del potere di HTS nel dicembre 2024.
Intrappolati nelle dicotomie e nell’individualismo: il fallimento dei sistemi penali occidentali nel cogliere la complessità
L’articolo propone una critica ai sistemi penali occidentali, evidenziando come dicotomie rigide e un approccio individualistico impediscano di cogliere la complessità delle esperienze di criminalizzazione.
Commenti&Opinioni
Impennata della criminalità minorile? Dataroom sbaglia l’analisi
Le evidenze statistiche sulla criminalità minorile restituiscono, nel medio-lungo periodo, un quadro articolato che non conferma le rappresentazioni emergenziali prevalenti nel dibattito pubblico e istituzionale. Una lettura critica delle serie e degli indicatori utilizzati per misurare la delittuosità minorile mostra come analisi parziali o decontestualizzate possano alterarne la comprensione, alimentando paure e categorie interpretative inadeguate che favoriscono derive punitive più che risposte efficaci e lungimiranti.
Il caso dei “Cecchini del weekend” a Sarajevo e la violenza come pratica di consumo
Una riflessione sulla mercificazione della violenza partendo dal caso dei “cecchini del weekend”.
Ora lo sappiamo, non c’è stato alcun aumento di "baby-killer". Per una discussione pubblica dei dati come buona pratica di democrazia
Per mesi si é parlato di un aumento allarmante di baby-killer, addirittura di una loro triplicazione in un anno. Ora, dati alla mano, sappiamo che non é così. Una vicenda che lascia molti dubbi e alcune questioni aperte relative alla trasparenza dei dati e alla loro accessibilità.
Separazione delle carriere dei magistrati e crisi del controllo democratico
La legge sulla separazione delle carriere dei magistrati può essere letta come sintomo di una più ampia crisi del controllo democratico e dell’equilibrio tra i poteri. Tale riforma viene presentata dal Governo come intervento tecnico di adeguamento ai principi del processo penale, ma è lo stesso Ministro della Giustizia Carlo Nordio a esplicitarne l’intento politico di fondo: proteggere il potere politico da indagini giudiziarie.