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La Camera preliminare della Corte penale internazionale ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati parte per la mancata cooperazione nel caso Almasri

23 Febbraio 2026



Nell’articolo “La Camera preliminare della Corte penale internazionale ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati parte per la mancata cooperazione nel caso Almasri”, pubblicato su Sistema Penale, Chantal Meloni ripercorre la decisione del 26 gennaio 2026 della Camera preliminare della Corte penale internazionale che ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati parte per la mancata cooperazione nel caso di Osama Almasri Njeem.  

La decisione trae origine dall’arresto di Almasri a Torino nel gennaio 2025, in esecuzione di un mandato della CPI per crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Libia, e dalla sua successiva scarcerazione e riconduzione a Tripoli su un volo di Stato italiano, avvenute senza il coinvolgimento della Corte.  

Il deferimento di cui sopra è a conclusione del procedimento avviato ai sensi dell’art. 87, par. 7, dello Statuto di Roma e segue la constatazione di inadempienza pronunciata nell’ottobre 2025 per la mancata consegna del ricercato alla Corte. In particolare, la Camera ha respinto le giustificazioni addotte dall’Italia, ritenendo che la condotta abbia impedito l’esercizio della giurisdizione della CPI. 

Tale decisione, come rilevato dall’autrice, si inserisce nel più ampio contesto delle crescenti difficoltà legate alla cooperazione degli Stati con la Corte ed evidenzia, inoltre, non solo le persistenti lacune dell’ordinamento italiano nell’attuazione dello Statuto di Roma, ma anche l’urgenza di un intervento legislativo volto a garantire una cooperazione effettiva con la CPI. 

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