Si può parlare di un paradigma securitario quando le risposte politiche sembrano rinforzare le paure piuttosto che alleviarle? E, ancora, si può parlare di sicurezza quando questa viene concepita come un diritto individuale e non come un bene comune e collettivo? Il contributo di Roberto Cornelli "Si fa presto a dire sicurezza", pubblicato nel secondo volume del 2026 di Eutopica: La rivista delle autonomie locali, si sviluppa intorno a queste tematiche per riflettere su quanto la sicurezza debba essere un tema trattato e osservato nel suo complesso, piuttosto che alimentato dai discorsi della paura e da pratiche escludenti e criminalizzanti. A partire da queste premesse, Cornelli introduce i contributi presente nel nuovo numero della rivista “Per una sicurezza democratica: la risposta delle città”, curato congiuntamente a Gian Guido Nobili.
Per leggere il contributo, si veda il file allegato.