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Quali storie contano? I percorsi epistemici delle narrazioni delle vittime presso la Corte Penale Internazionale

01 Giugno 2026



“Whose Stories Count? The Epistemic Pathways of Victims’ Narratives at the International Criminal Court” [Quali storie contano? I percorsi epistemici delle narrazioni delle vittime presso la Corte Penale Internazionale] di Alessandra Cuppini, pubblicato nel Journal of International Criminal Justice, analizza il modo in cui le storie delle vittime vengono recepite e interpretate all’interno della Corte Penale Internazionale (CPI). L’articolo non si limita a indagare se le vittime possano partecipare ai procedimenti, ma esamina anche come le loro narrazioni vengano valutate e trasformate in conoscenza giuridicamente rilevante. 

Partendo dal concetto di ingiustizia testimoniale elaborato da Miranda Fricker e adattato alla giustizia penale internazionale da Shannon Fyfe, lo studio sposta l’attenzione dall’accesso alla partecipazione verso la ricezione epistemica, ossia verso la questione di quali voci vengano considerate credibili e quali forme di narrazione siano ritenute autorevoli all’interno dell’aula di tribunale. Sebbene la CPI consenta formalmente alle vittime di rendere testimonianza o di presentare le proprie “views and concerns”, le loro narrazioni vengono filtrate attraverso diversi meccanismi istituzionali, tra cui la strategia dell’accusa, gli standard probatori, la rappresentanza legale e il controllo giudiziario. 

L’articolo conclude che il modo in cui la CPI recepisce e interpreta le narrazioni delle vittime ha importanti implicazioni per la legittimità e l’inclusività della giustizia penale internazionale. Propone inoltre alcune riforme pratiche e incoraggia ulteriori ricerche, in particolare studi che coinvolgano direttamente le vittime, al fine di rafforzare il ruolo e il riconoscimento del sapere delle vittime all’interno dei processi della CPI. 

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