NOTIZIA

Mettere in scena la riabilitazione: reinserimento, arte e identità

16 Febbraio 2026



L’articolo in lingua inglese “Performing rehabilitation: Reentry, art, and identity” [Mettere in scena la riabilitazione: reinserimento, arte e identità], di Victoria Inzana, pubblicato sulla rivista Punishment & Society (2025), analizza il ruolo di un programma teatrale comunitario nel processo di reinserimento sociale di persone recentemente rilasciate dal carcere negli Stati Uniti. Attraverso 15 interviste in profondità a uomini e donne coinvolti nel programma, lo studio esplora in che modo l’assunzione di ruoli teatrali influisca sulla trasformazione dell’identità individuale nel contesto del rientro in società. 

Più precisamente, l’analisi individua tre livelli attraverso cui i partecipanti “mettono in scena” la riabilitazione: il rapporto con il sé, con la famiglia e con la società. A livello individuale, il teatro favorisce l’emergere di un se agentico, consentendo alle persone di riappropriarsi di controllo, fiducia e capacità di proiettarsi nel futuro. Sul piano familiare, le performance teatrali diventano occasioni per ridefinire relazioni e presentarsi come membri responsabili e affidabili, in particolare nei ruoli genitoriali. Infine, nel rapporto con la società, il riconoscimento da parte del pubblico contribuisce alla ricostruzione di un senso di valore e appartenenza come cittadini produttivi. 

Nel complesso, l’articolo contribuisce al dibattito su arte, punizione, riabilitazione e desistenza mostrando come un programma artistico volontario possa funzionare al tempo stesso come spazio di trasformazione identitaria e come estensione informale delle logiche riabilitative promosse dallo Stato. Il teatro incoraggia infatti l’adozione di identità considerate socialmente desiderabili nel contesto del reinserimento, mettendo in luce le tensioni tra cambiamento autentico, performance del sé e aspettative istituzionali nel percorso post-carcerario. 

Il contributo è liberamente consultabile cliccando qui