Il reato di femminicidio nel codice penale italiano: cronaca di una controversia annunciata
08 Febbraio 2026
Nell’articolo “Il reato di femminicidio nel codice penale italiano: cronaca di una controversia annunciata”, pubblicato in Diritto penale contemporaneo – rivista trimestrale, Emanuele Corn analizza criticamente il percorso che ha condotto all’introduzione del reato di femminicidio nel codice penale italiano, collocando il dibattito nazionale nel più ampio quadro comparato e soffermandosi sulle implicazioni teoriche e sistematiche della nuova fattispecie.
Dopo aver ricostruito l’origine extra-penale del concetto di femminicidio e le differenti modalità con cui esso è stato recepito negli ordinamenti americani ed europei, l’autore evidenzia come il legislatore italiano abbia affrontato la tipizzazione del reato in assenza di un reale confronto pubblico e comparatistico. Tale carenza emerge con particolare evidenza nell’art. 577-bis c.p., frutto di riscritture successive e caratterizzato da una struttura complessa e poco intellegibile, che rende incerta l’individuazione delle condotte punite e solleva seri dubbi di determinatezza e di compatibilità con il principio di uguaglianza.
Corn sottolinea inoltre come la nuova fattispecie rischi di sovrapporsi a figure già esistenti di omicidio aggravato, alimentando un simbolismo penale poco funzionale e destinato a creare difficoltà applicative nella prassi giudiziaria. L’autore evidenzia infine come la previsione automatica dell’ergastolo e i rigidi meccanismi di calcolo della pena siano espressione di una politica criminale orientata più alla risposta emotiva che a un’effettiva tutela delle vittime, e al contempo come la mancanza di un approccio fondato sul diritto antidiscriminatorio e su politiche di prevenzione finisca per indebolire tanto la qualità della legge quanto la credibilità dell’intervento penale.
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